2020- Episodio 1 - La spesa
2020- una storia di fantascienza o quasi
L'hibrida rossa correva leggera sull'asfalto
dello stradone deserto, sul sedile anteriore l'autorizzazione per gli
spostamenti precompilata e la mascherina FFP3 incellofanata, passato il fiume Reno
a destra poi a sinistra la casa di mia madre eccola lì. Una palazzina di tre
piani abitata da anni dagli stessi inquilini, alcuni compagni di infanzia o i
loro genitori anziani. Entrai nel portone di ingresso, un odore forte di candeggina
mi penetrò le narici. La lotta al virus, voleva dire anche questo "Pulizia
Assoluta". Entrai nell' appartamento al primo piano, lo sguardo
sconfortato di mia madre mi accolse..."teniamo le distanze le dissi"
...ci saranno tempo per baci e abbracci ,
Esco comunque da un Ospedale , anche se lavoro
in un ufficio imboscato e pieno di scartoffie dove il virus più pericoloso è la
polvere e la burocrazia.
Mi hai preparato la lista ?- Sì- rispose-Anche
il cedolino per il buono sconto e la tessera- pero' devo dirti una
cosa...Voleva venire con te anche la Ranisia la badante della Luisa deve fare
la spesa anche lei..
Va bene chiamala che i tempi stringono.
Ranisha era una ragazza eritrea alta , di 26 anni , parlava bene l'italiano , questa cosa del Virus la terrorizzava, si presento' con mascherina tecnologica e pretese che anche io mi mettessi la mia e tenessi la distanza.
Salimmo in macchina, io davanti e lei dietro, ognuno con la sua lista della spesa, feci inversione a u, quando un anziano bolognese spavaldo e senza mascherina mi fece cenno con la mano bloccando la mia manovra.
Si avvicino' , anche troppo, e disse: Dietro l'angolo ci sono due gazzelle della polizia che fermano tutti...state attenti!.
Ringraziai, controllai le due certificazioni e ripartii in direzione Supermarket .....
Va bene chiamala che i tempi stringono.
Ranisha era una ragazza eritrea alta , di 26 anni , parlava bene l'italiano , questa cosa del Virus la terrorizzava, si presento' con mascherina tecnologica e pretese che anche io mi mettessi la mia e tenessi la distanza.
Salimmo in macchina, io davanti e lei dietro, ognuno con la sua lista della spesa, feci inversione a u, quando un anziano bolognese spavaldo e senza mascherina mi fece cenno con la mano bloccando la mia manovra.
Si avvicino' , anche troppo, e disse: Dietro l'angolo ci sono due gazzelle della polizia che fermano tutti...state attenti!.
Ringraziai, controllai le due certificazioni e ripartii in direzione Supermarket .....
Allora dove andiamo signorina?
Non fare lo spiritoso, non sei un taxista .
Magari lo fossi , loro sì che possono girare
senza permessi e vedersi la città deserta.
Sai che bello? A me non piace , mi ricorda il
coprifuoco, i bombardamenti e la guerra, mi piace la vita , gli studenti in
giro a fare casino.
Ho attraversato il mediterraneo con un gommone
per la libertà…e ora guarda, mascherina, guanti , isolamento. Sono sfortunata.
Arriviamo al Centro Commerciale, una lunga fila
di carrelli . ci posizioniamo a distanza con carrelli e mascherine ben salde,
non tutte le persone ne sono dotate, chi non le ha, un po’ a disagio alza il
bavero del cappotto , un foulard o una sciarpa a protezione del volto.
Non ci si parla è dura capire dalla sola
espressione degli occhi , oppure dai movimenti del corpo cosa pensano gli altri,
una persona cerca di attaccare il discorso con la sua vicina di fila, ma questa
taglia corto , si capisce che non vuole parlare, ma lei insiste, ha bisogno di
sfogarsi, magari vive da sola, penso.
Allora la vicina di carrello sbotta:
-Non lo sa che parlando la salivazione aumenta
i droplets escono e contagiano gli altri…poi lei gira senza mascherina , non si
rende conto! Lei Nebulizza !
- Oh Scusi tanto. Non sapevo di nebulizzare. Se
non ho la mascherina è perché non si trova! –
-continua-

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