2020- episodio 3 - C'è chi dice





Oggi abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni di casa.
Abbiamo incrociato sei persone
  1.  Vicina in auto che era andata in farmacia, ci racconta che suo marito, rinomato chef pasticcere, passa tutto il giorno a provare nuovi dolci, creme, dessert e che lei prova a resistere ma poi cede ed ingrassa.
  2. Una coppia , vista da lontano che si allontanava mano nella mano ( cosa proibitissima).
  3. Un ragazzo seduto da un lato ripiegato sul cellulare, non curante del nostro passaggio, parlava con la sua ragazza o amica , probabilmente: Stanno tutti impazzendo e noi più di tutti ora che ci possiamo vedere solo così, sono uscito, per avere un po’ di privacy, pensa che non potrei fare nemmeno quello. Uscire per telefonarti.
  4.  Poi un runner  preferirei la parola podista , in quanto non era supertecnologico ma aveva la classica tenuta  base con braghini corti maglietta e felpa legata alla cintura , ci ha salutato con affanno. Chissà se l’affanno produce nebulizzazioni e droplets. Meglio aspettare che si depositino prima di riprendere il cammino.
  5. Una coppia che appena ci ha visto, si è spostata dall’altro lato della strada evitandoci come la peste.
  6. Poi un altro camminatore singolo simpatico che ha salutato con abbinato un bel sorriso.

C’è chi dice che:

Rinaldi  si era contagiato tramite un cartone di pizza CATARI’ che già il nome evoca problemi bronchitici , il cartone secondo la sua affermazione, doveva essere stato posto sullo scaffale da un dipendente del supermercato dopo uno starnuto, bloccato non dalla piega del gomito ma dalla mano , correttamente ricoperta da guanto vinilico blu, si sa che sul cartone il virus resiste per più di 24 ore e siccome, come da sua indagine accurata, il dipendente aveva ricaricato gli scaffali alle 8 di mattina , avendo lui preso il prodotto alle 11 il virus era sicuramente attivo e l’aveva contagiato.
Ora se ne doveva stare in quarantena con la sua febbricciola , nella camera, lontana da moglie e dal figlio e anche dal pc , utilizzato da moglie e figlio per Smart Working e Web School, in più anche la batteria del cellulare se ne era andata.
Non gliela rimasto che un passatempo: spedire lettere ai suoi vecchi amici, aveva trovato delle vecchie buste nell’armadio, finalmente un buon motivo per riutilizzarle.

Giovanardi aveva raggiunto il contagio tramite una lettera di un amico a lui indirizzata, era una di quelle vecchie lettere che si chiudevano inumidendo i bordi , lui l’aveva aperta incurante , non sapendo che l’amico era in quarantena per via del contagio e non pensando che il virus sarebbe potuto entrare a suo contatto tramite un’innocua lettera.

Il nemico invisibile, come è stato definito anche dal capo dello stato è ovunque , subdolo ci colpisce , ci divide , ci rende paurosi degli altri, in comunità sempre più chiuse, controllate dall’ansia e dalla paura.

Mia madre oggi è uscita con la gatta al guinzaglio, non è un espediente, da sempre lo fa’, il suo rapporto patologico con la gatta raggiunge anche questa follia, legata alla paura di perderla, che finisca sotto un auto di passaggio e che so’.
Anche qui la paura, siamo , come ha detto qualcuno, dei consumatori di paure, ci alimentiamo di paure, le cerchiamo e ce ne cibiamo voluttuosamente.
Ma ora che dire, come reagire a tutto questo, senza ansia, senza esagerare, senza girare con spray alla candeggina, lavamani con gel idroalcolici, mascherine, guanti e occhiali.
Sopravviveremo a tutto questo e , soprattutto, sopravviveremo alle paure?





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