2020- episodio 3 - C'è chi dice
Oggi abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni di casa.
Abbiamo incrociato sei persone
- Vicina in auto che era andata in farmacia, ci racconta che suo marito, rinomato chef pasticcere, passa tutto il giorno a provare nuovi dolci, creme, dessert e che lei prova a resistere ma poi cede ed ingrassa.
- Una coppia , vista da lontano che si allontanava mano nella mano ( cosa proibitissima).
- Un ragazzo seduto da un lato ripiegato sul cellulare, non curante del nostro passaggio, parlava con la sua ragazza o amica , probabilmente: Stanno tutti impazzendo e noi più di tutti ora che ci possiamo vedere solo così, sono uscito, per avere un po’ di privacy, pensa che non potrei fare nemmeno quello. Uscire per telefonarti.
- Poi un runner preferirei la parola podista , in quanto non era supertecnologico ma aveva la classica tenuta base con braghini corti maglietta e felpa legata alla cintura , ci ha salutato con affanno. Chissà se l’affanno produce nebulizzazioni e droplets. Meglio aspettare che si depositino prima di riprendere il cammino.
- Una coppia che appena ci ha visto, si è spostata dall’altro lato della strada evitandoci come la peste.
- Poi un altro camminatore singolo simpatico che ha salutato con abbinato un bel sorriso.
C’è chi dice che:
Rinaldi si era
contagiato tramite un cartone di pizza CATARI’ che già il nome evoca problemi
bronchitici , il cartone secondo la sua affermazione, doveva essere stato posto
sullo scaffale da un dipendente del supermercato dopo uno starnuto, bloccato
non dalla piega del gomito ma dalla mano , correttamente ricoperta da guanto
vinilico blu, si sa che sul cartone il virus resiste per più di 24 ore e
siccome, come da sua indagine accurata, il dipendente aveva ricaricato gli
scaffali alle 8 di mattina , avendo lui preso il prodotto alle 11 il virus era
sicuramente attivo e l’aveva contagiato.
Ora se ne doveva stare in quarantena con la sua febbricciola
, nella camera, lontana da moglie e dal figlio e anche dal pc , utilizzato da
moglie e figlio per Smart Working e Web School, in più anche la batteria del
cellulare se ne era andata.
Non gliela rimasto che un passatempo: spedire lettere ai
suoi vecchi amici, aveva trovato delle vecchie buste nell’armadio, finalmente
un buon motivo per riutilizzarle.
Giovanardi aveva raggiunto il contagio tramite una lettera
di un amico a lui indirizzata, era una di quelle vecchie lettere che si
chiudevano inumidendo i bordi , lui l’aveva aperta incurante , non sapendo che
l’amico era in quarantena per via del contagio e non pensando che il virus
sarebbe potuto entrare a suo contatto tramite un’innocua lettera.
Il nemico invisibile, come è stato definito anche dal capo
dello stato è ovunque , subdolo ci colpisce , ci divide , ci rende paurosi
degli altri, in comunità sempre più chiuse, controllate dall’ansia e dalla
paura.
Mia madre oggi è uscita con la gatta al guinzaglio, non è un
espediente, da sempre lo fa’, il suo rapporto patologico con la gatta raggiunge
anche questa follia, legata alla paura di perderla, che finisca sotto un auto
di passaggio e che so’.
Anche qui la paura, siamo , come ha detto qualcuno, dei
consumatori di paure, ci alimentiamo di paure, le cerchiamo e ce ne cibiamo
voluttuosamente.
Ma ora che dire, come reagire a tutto questo, senza ansia,
senza esagerare, senza girare con spray alla candeggina, lavamani con gel
idroalcolici, mascherine, guanti e occhiali.
Sopravviveremo a tutto questo e , soprattutto, sopravviveremo
alle paure?

Commenti
Posta un commento